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Poesia e teatro

“E’ un personaggio anomalo, una santa con la spada in mano, una poesia in azione, una creatura di straordinaria e totale maturità”. Una creatura di totale maturità. Con questa curiosa definizione Maria Luisa Spaziani – la musa di Eugenia Montale – ci ha consegnato la sua Giovanna d’Arco, un romanzo popolare in sei canti in ottave e un epilogo.

Il metro scelto è quello dei canti prima popolari e poi cavallereschi. Dell’Orlando Furioso e della Gerusalemme liberata. Ma, a differenza di questi due grandi poemi della tradizione letteraria, gli endecasillabi non sono legati con rime che avrebbero privato la “Giovanna” della Spaziani di quella leggera, coinvolgente musicalità che la accompagna costantemente, dall’inizio alla fine.




Il testo, che ha visto la luce nel 1990, è ora nel catalogo di quello bellissimo scrigno di cultura che è la casa editrice Interlinea, collocato nella collana Lyra e proposta in un’edizione limitata di 499 esemplari. Un’edizione dai tratti delicatamente sobri, austeri ma al contempo potenti, perfetti per introdurre il soggetto. Vale a dire, quella creatura di totale maturità, come afferma la Spaziani rivendicando in Giovanna d’Arco la sua più grande passione storica e letteraria.

Una creatura naturalmente vocata ad abitare lo spazio fra storia e letteratura, fra realtà e leggenda, in cui i nodi dell’esistenza si sciolgono nella “missione” e nell’adesione incondizionata a un destino: personaggio, in questo, totalmente anti-moderno e anti-borghese, che deve al gioco di contrasti con la nostra epoca abitata dal disincanto la propria fortuna postera. “Forse un angelo parla a tutti, eppure – scrive la Spaziani – in quel supremo momento pochi ascoltano”. La differenza nella vita di ognuno di noi è quindi un semplice fatto di attenzione e ascolto? Il discrimine è quello di mettere a tacere rumori e pensieri per dedicarsi all’ascolto di ciò che è essenziale, delle “radici”?

Forse un angelo parla a tutti, eppure
in quel supremo istante pochi ascoltano,
pochi hanno l’orecchio e l’ubbidienza
delle radici che a gennaio dormono.
Dal profondo una voce bisbiglia,
giunge un brivido ai rami più lontani.
Nessuno se ne accorge ma è partita
a buie ondate un’altra primavera.




La Giovanna d’Arco della Spaziani non è colei che ci è stata consegnata dalla storiografia ufficiale. Quella che terminò la sua esistenza arsa nel rogo di Rouen. E’ una Giovanna salvata dalle fiamme ma esiliata in un luogo remoto e perduto, oggetto d’amore da parte di un uomo e vittima dell’inedia, di una noia paralizzante e forse di un senso di colpa per non aver potuto compiere fino in fondo il proprio destino, fosse stato anche quello di consegnarsi al patibolo. Così, un’ultima volta, Giovanna deciderà di tornare a Orleans: ma chi sarà davvero, in quel momento, la “pulzella”? Come spiegare “a chi è mortale, come la morte può fingersi vita”?


Giovanna d’Arco. Romanzo popolare in sei canti in ottave e un epilogo
Maria Luisa Spaziani
Editore: Marsilio
Collana: Romanzi e racconti
Anno edizione: 2000
Pagine: 112 p.
EAN: 9788831777001


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Io canto l’individuo, la singola persona, | al tempo stesso canto la Democrazia, la massa. || L’organismo, da capo a piedi, canto, | la semplice fisionomia, il cervello da soli non sono degni della Musa: la Forma integrale ne è ben più degna, | e la Femmina canto parimenti che il Maschio. | Canto la vita immensa in passione, pulsazioni e forza, | lieto, per le più libere azioni che sotto leggi divine si attuano, | canto l’Uomo Moderno.

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