Le Fiabe dei Fratelli Grimm. Edizione Illustrata Taschen - Bei Libri

Le associazioni, in psicanalisi, vogliono sempre dire qualcosa. E  vorrà quindi dire qualcosa se, leggendo la parola “fiaba”, la mente corre immediatamente al capitoletto di un vecchio saggio di Umberto Galimberti, uscito nel 1992: “Idee: il catalogo è questo”, una rielaborazione di articoli apparsi sul Supplemento Domenicale de Il Sole 24 ore.

Alla voce Fiaba, appunto, Galimberti attacca la convinzione che le fiabe siano educative e denuncia “l’inganno della letteratura infantile che sembra inventata apposta per tenere il bambino più lontano dalla realtà della vita, quasi che non fosse stato generato per questa realtà ma per un’altra”. Non sempre, nella vita, il cacciatore arriva a liberarci dal ventre del lupo, non sempre per ogni bella addormentata o per una Cenerentola c’è un principe, e se “i sostenitori della fiabe ritengono positivo raccontare storie dove il protagonista trionfa perché la fragile personalità infantile trova una compensazione ai suoi stati depressivi e di paura”, beh, “una storia di sentimenti reali come capita a ognuno di noi, nei nostri giorni d’amore o di paura, potrebbe mettere subito i bambini in compagnia degli uomini, invece che delle streghe, delle fate, degli orchi”.




La domanda cruciale, prosegue il filosofo, è se queste favole le raccontiamo ai bambini o le raccontiamo a noi. Domanda niente affatto peregrina, se si pensa che i fratelli Grimm non erano certo scrittori di libri per bambini, ma studiosi di cultura popolare. Folcloristi che censivano storie raccontate da adulti ad altri adulti e trasmesse poi ai bambini che prestavano ascolto, forse un po’ spaventati, a quanto si narrava intorno al focolare. E sia, dunque.




Con buona pace di Galimberti, però, continueremo a leggere e a raccontare fiabe. Sia anche solo perchè “le storie ai bambini piacciono, dopodiché piacciono anche ai librai, agli editori e agli autori”. E continueremo, dunque, a trovare fra gli scaffali delle librerie veri e propri capolavori editoriali come questo libro da cui è nata la mia associazione con la tesi dello stesso Galimberti: Le Fiabe dei Fratelli Grimm curate da Noel Daniel ed edite da Taschen in onore del bicentenario della grande opera favolistica.

Il volume, un meraviglioso cartonato rivestito in tela con nastro segnalibro, ripropone ventisette fra le storie più amate come Cenerentola, Biancaneve, La Bella Addormentata, Hansel e Gretel, ma anche Raperenzolo, Pollicino e il Gatto con gli stivali. Se la traduzione, commissionata appositamente per l’edizione, risulta vivace e meticolosa, grande attenzione è stata dedicato all’apparato iconografico. Trattandosi di Taschen, poteva essere altrimenti? Certo che no, ed è per questo che il libro è fitto di prestigiose illustrazioni d’epoca, datate fra il 1820 e il 1950, firmate da veri e propri maestri: Kau Nielsen, Gustaf Tanggren, Walter Crane e soprattutto Arthur Rackam, quell’Arthur Rackam che firmò l’edizione del 1909 a penna e inchiostro indiano e che, col suo taglio espressivo, complesso ma al contempo rustico, riuscì a rappresentare la brutalità e la malvagità con sovrumano senso dell’innocenza, aprendo le fiabe dei Grimm al grande pubblico, fino a far esclamare a Wystan Hugh Auden: “L’importanza di queste fiabe è pari a quella della Bibbia”.

Ma la raccolta non si limita a un apparato illustrativo di carattere tradizionale: offre, infatti, anche silhouette storiche e contemporanee che danzano attraverso le pagine come un delicato pizzo nero cartaceo; un pizzo che tradisce un gusto eminentemente femminile. Rappresentazioni popolari realizzate con carta, forbici o taglierino, le silhouette erano una forma d’arte preclusa alle accademie d’arte. Ispirate dalle ombre cinesi e dalle lampade magiche, evocavano i giochi di luce del tramonto, quando una giornata terminava e una piccola comunità si radunava intorno al fuoco o nella stalla per cercare riparo dal freddo invernale e, nel frattempo, ascoltare una voce narrante catturare con un pretesto l’attenzione, entrare pian piano in un mondo altro e raccontare… Raccontare di quando “c’era una volta”.


Le fiabe dei fratelli Grimm. Ediz. illustrata
Curatore: D. Noel
Editore: Taschen
Anno edizione: 2017
Pagine: 320 p., ill. , Rilegato
EAN: 9783836536745


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